Bambino che suona il pianoforte, accompagnato da elementi grafici e dal logo di Scuola Mondo Musica di Varese. Immagine dedicata ai benefici dello studio musicale sulla memoria e sulla concentrazione

Studiare musica migliora la memoria? Cosa dice la ricerca scientifica

Imparare a suonare uno strumento significa allenare l’orecchio, acquisire nuove abilità e sviluppare la propria sensibilità musicale. Ma cosa succede alla nostra mente mentre suoniamo? E quali benefici può avere lo studio della musica sulla memoria e sulla concentrazione, soprattutto nei bambini?

Negli ultimi anni diverse ricerche scientifiche hanno approfondito il rapporto tra educazione musicale e sviluppo cognitivo, evidenziando risultati interessanti che meritano di essere conosciuti.

Suonare uno strumento coinvolge diverse capacità contemporaneamente

Pensiamo a un bambino che sta imparando a suonare il pianoforte. Deve leggere le note, riconoscere il ritmo, coordinare le mani, ascoltare il risultato e ricordare le indicazioni ricevute dall’insegnante.

Sono tante operazioni che avvengono quasi contemporaneamente e che, con la pratica, diventano progressivamente più naturali.

Lo studio di uno strumento coinvolge infatti diverse funzioni cognitive, tra cui l’attenzione, la memoria di lavoro e la capacità di organizzare le proprie azioni. La memoria di lavoro, in particolare, è quella che ci permette di conservare temporaneamente alcune informazioni e utilizzarle mentre svolgiamo un’attività.

È una capacità che entra in gioco continuamente nella vita quotidiana, per esempio quando seguiamo una spiegazione, eseguiamo una sequenza di istruzioni o affrontiamo un problema.

Cosa dicono gli studi scientifici più recenti?

Una ricerca pubblicata nel settembre 2025 sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology ha analizzato i risultati di 46 studi, coinvolgendo complessivamente 3.530 bambini tra i 3 e i 12 anni.

L’obiettivo era valutare gli effetti dell’educazione musicale sulle cosiddette funzioni esecutive, un insieme di abilità mentali che ci aiutano a gestire l’attenzione, controllare gli impulsi, ricordare informazioni e adattarci a situazioni nuove.

I risultati hanno evidenziato effetti positivi dell’educazione musicale su queste capacità, con benefici particolarmente significativi per il controllo degli impulsi. È emerso inoltre che la durata del percorso musicale può influire sui risultati: un’esperienza continuativa sembra offrire maggiori opportunità di sviluppo rispetto a interventi molto brevi.

Anche una precedente analisi, pubblicata nel gennaio 2025 e dedicata ai bambini tra i 3 e i 6 anni, ha rilevato miglioramenti nella memoria di lavoro, nel controllo dell’attenzione e nella flessibilità cognitiva.

Attenzione, però: questo non significa che basti iscriversi a un corso di pianoforte per prendere 10 in matematica! Sarebbe bello, ma i compiti bisogna comunque farli. La buona notizia è che studiare musica può aiutare ad allenare capacità come memoria, attenzione e concentrazione, utili anche nella vita di tutti i giorni.

L’importanza della pratica e della motivazione

C’è un altro aspetto da considerare: imparare a suonare richiede tempo.

Una melodia che inizialmente sembra difficile diventa più semplice attraverso l’esercizio. Un passaggio che non riesce al primo tentativo può essere affrontato lentamente, suddiviso in parti e ripetuto fino a ottenere il risultato desiderato.

In questo processo i bambini imparano anche a gestire le difficoltà, a riconoscere i propri progressi e a comprendere il valore della costanza.

Per questo è importante che lo studio musicale sia accompagnato da un insegnamento attento all’età, alle capacità e agli interessi di ciascun allievo. La motivazione e il piacere di suonare hanno un ruolo fondamentale nel mantenere vivo l’interesse nel tempo.

Avvicinarsi alla musica fin da piccoli

Il primo incontro con la musica può avvenire molto presto, anche prima di iniziare lo studio di uno strumento.

Cantare, riconoscere suoni, riprodurre ritmi, muoversi seguendo una melodia sono attività che permettono ai bambini di familiarizzare con il linguaggio musicale attraverso il gioco.

Alla Scuola Mondo Musica di Varese, il percorso propedeutico dedicato ai bambini dai 3 ai 5 anni nasce proprio con questo obiettivo: offrire un primo approccio alla musica attraverso esperienze di ascolto, movimento e attività di gruppo.

Successivamente, con i corsi di strumento e canto, ogni allievo può intraprendere un percorso più strutturato, accompagnato da insegnanti qualificati e da una didattica che tiene conto delle sue caratteristiche individuali.

Per chi desidera approfondire lo studio, la scuola propone anche lezioni di teoria musicale, che aiutano a comprendere il linguaggio della musica e a sviluppare ulteriormente le proprie competenze.

La musica è prima di tutto un’esperienza da vivere

Le ricerche sul rapporto tra musica e sviluppo cognitivo ci aiutano a comprendere meglio quanto sia articolata l’attività musicale. Tuttavia, il valore di imparare a suonare va ben oltre gli eventuali benefici sulla memoria o sulla concentrazione.

La soddisfazione di eseguire il primo brano, la possibilità di esprimersi attraverso uno strumento, il confronto con l’insegnante e l’esperienza di suonare insieme agli altri sono parte integrante del percorso.

Dal 1995, Scuola Mondo Musica accompagna bambini, ragazzi e adulti alla scoperta della musica, proponendo corsi individuali e attività collettive che uniscono apprendimento e piacere di suonare.

È proprio questa la filosofia che guida la scuola fin dalla sua nascita, come raccontiamo nella pagina dedicata alla nostra storia e al nostro metodo di insegnamento.

Per conoscere i nostri corsi e trovare il percorso più adatto puoi contattare la segreteria al numero 0332 26 52 26, scrivere a info@scuolamondomusica.it oppure venirci a trovare in Viale Borri 89 a Varese.